Abstract

Gli adolescenti con disturbi del
comportamento, si presentano in numeri sempre maggiori, creando non
pochi problemi in contesti familiari, scolastici ed extrascolastici.
Le problematiche comportamentali dei giovani, rappresentano un vero e
proprio “scoglio” per genitori, insegnanti ed educatori.

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L’obiettivo di questo elaborato è quello di
conoscere le diverse sfaccettature dei comportamenti problematici dei
preadolescenti e di individuare le
condizioni psichiche, sociali e relazionali che possono provocare
un’incidenza di comportamenti problematici, anche in assenza di
disturbi dal punto di vista clinico. Le conseguenze di tali
condizioni possono manifestarsi con difficoltà legate alla
socializzazione, alla crescita ed all’apprendimento.

Il metodo
sperimentale utilizzato ha previsto la collaborazione di insegnanti e
studenti per la somministrazione del YSR di Achenbach. L’analisi dei
dati ha reso possibile un confronto tra le due categorie e
l’osservazione circa i fattori di rischio del comportamento
problematico in età preadolescenziale.

Capitolo 1

La preadolescenza tra
normalità e patologia

La preadolescenza è il percorso
di vita necessario per intraprendere la via verso l’età adulta. La
preadolescenza è il periodo della vita in cui iniziano a
manifestarsi le modificazioni fisiche e biologiche che diverranno
fulcro del cambiamento nell’adolescenza. Il preadolescente si
percepisce in un limbo di sospensione tra l’infanzia che già conosce
ma deve abbandonare e la conflittualità tipica dell’adolescenza che
ancora non conosce totalmente.

1. I compiti dello sviluppo

Il periodo preadolescenziale, è
compreso tra gli 11 ed i 13 – 14 anni ed è caratterizzato da uno
sviluppo corporeo che vede anche la trasformazione del pensiero, che
passa da uno stadio operatorio-concreto, verso uno stadio
astratto-formale. Il pensiero, in questa fase della vita, è ancora
poco concreto ed è ancora difficile una riflessone su se stessi e
sul proprio pensiero, cosa che potrà invece manifestarsi sempre più
a partire dal periodo adolescenziale. La psicoanalisi vede questo
periodo, un periodo di riaccensione delle cariche pulsionali messe a
tacere durante l’infanzia.

La preadolescenza segna il
passaggio da una condizione di bambino, verso quella di adolescente.
È una fase carica di compiti e problematiche connesse allo sviluppo
ed è legata ad una ricostruzione della propria identità corporea,
la quale ha è stata assoggettata alla crisi connessa ai cambiamenti
fisici, psichici e cerebrali della pubertà.

Huston e Alvarez, nel 1990,
sostengono che la preadolescenza possa anche costituire un intervallo
di tempo in cui avviene una stabilizzazione della propria sessualità,
di cui il preadolescente, diventa sempre più cosciente.
L’avvicinamento verso le realtà dei coetanei si sostituisce
progressivamente all’importanza primaria della famiglia, consentendo
una graduale autosufficienza ed una sperimentazione di nuove forme di
socialità.

La propria evoluzione è
fortemente condizionata dal proprio rapporto con lo specifico
microsistema familiare. La famiglia assume, appunto, un’importanza
nelle trasformazioni psichiche e comportamentali. I diversi
cambiamenti si manifestano su differenti livelli sul piano fisico e
sul piano cognitivo.

Lo sviluppo fisico segna l’inizio
di notevoli trasformazioni corporee e trasformazioni legate alla
maturazione sessuale. Il corpo diventa così oggetto di
preoccupazione ed ansia, generando dei cambiamenti che modificano le
proprie relazioni con i propri coetanei ed anche con gli adulti.

Lo sviluppo cognitivo inizia, via
via a permettere la formazione di opinioni personali, l’ideazione di
visioni proprie sul mondo ed ipotizzare. Si riflette sulla propria
nuova corporeità, sul proprio futuro e sulla propria realizzazione
sociale.

2. La preadolescenza in letteratura

La
letteratura sull’adolescenza distingue una prospettiva
psicosessuale ed una prospettiva psicosociale. Anna Freud, nel 1949,
se è approcciata alla preadolescenza, sostenendo che in questo
periodo, vi è una riattivazione delle istanze pulsionali dopo la
fase di latenza relativa all’infanzia e che spiega che i conflitti
che si presentano in questa fase della vita, siano legati ad una
intellettualizzazione vista come una difesa dell’Io1,
volta ad un migliore controllo delle pulsioni al livello del
pensiero2.
Ciò nonostante, i problemi preadolescenziali fondamentali sono
legati al mutamento delle relazioni oggettuali, il quale risulta
direttamente connesso con il cambiamento dell’identità personale.
Tale cambiamento ha il suo preludio nel graduale distacco dalle
figure parentali e nella costante ricerca di nuove relazioni con
individui esterni alla famiglia.

Bosi e Zavattini (1982) hanno
nutrito un forte interessa per la ricerca in ambito adolescenziale e
preadolescenziale. Essi riportano che in letteratura psicoanalitica,
la nozione di preadolescenza non abbia una precisa connotazione
epistemica. La nozione di preadolescenza non è condivisa da tutti
gli autori. Viene sempre descritta utilizzando accezioni diverse e
non sempre congruenti fra di loro, in merito alle dinamiche interne
che caratterizzano questo periodo della vita.

La
prospettiva psicoanalitica considera che l’accezione di
preadolescenza si fondi essenzialmente su due criteri: il criterio
cronologico ed il criterio biologico. Il
criterio cronologico è relativo all’età, la quale oscilla tra i 10
ed i 14 anni, mentre il criterio biologico si concentra sulle
trasformazioni somatiche che avvengono in tale periodo. In
questa fase, l’individuo inizia a distaccarsi dal suo corpo
infantile, prende distanze dalla famiglia e si aggrega con più
sicurezza al gruppo dei pari, passa gradualmente dalla logica
concreta a quella formale, rielabora criticamente le proprie
convinzioni, la propria personalità, la propria identità sociale
pur tuttavia non raggiungendo l’integrazione e la consapevolezza
critica tipica dell’adolescente.

La caratteristica della
transitorietà tipica della preadolescenza è una fase di sviluppo in
cui fattori fisici interagiscono con i fattori biologici, sociali e
culturali. Questi elementi offrono un grande apporto per il
cambiamento dell’immagine di Sé, del proprio ruolo nel contesto
sociale e della propria collocazione nel sistema delle relazioni
interpersonali.

1Freud
A., L’Io e i meccanismi di difesa, Firenze,
Martinelli, 1967

2Petrini,
Renzi, Mandese, Dizionario di psicoanalisi. Con elementi di
psichiatria psicodinamica e psicologia dinamica,
Milano, FrancoAngeli, 2013